Li Cirumani
Le Lumache
Ingredienti per CIRUMANI ALLA
GENOVESE
Una cipolla rossa
Un peperoncino
Sale (quanto basta)
Un Kg di cirumani (lumache)
Raulu (foglie di alloro, quante ne bastano per darne lu ndoru)
Un bicchiere (scarciu) di vino bianco se frizzantino meglio
Preparazione:
Facciamo soffriggere la cipolla nell’olio per poi buttarci
dentro i cirumani che abbiamo ben lavato prima (ovviamente). Ci
aggiungiamo il vino e facciamo tirare un po’ il tutto. Una
spolverata di sale. Quando vediamo alla base un buon sughetto
denso ( e no acquareddha) che si è formato appunto dall’olio,
dal vino e dall’acqua che cacciano i cirumani stessi, possiamo
tagliuzzare un bel peperoncino rosso “maru” di quelli
belli paesani. Infine le fujiazze de raulu. Lasciamo sul fuoco
per altri 5 minuti al massimo, con il coperchio. Assaggiamo il
primo cirumanu che dovrebbe essere cotto e ben saporito. Il piatto
è pronto! I cirumani si mangiano con l’aiuto di uno
stecchino anche se gli esperti mangiatori di lumache ne fanno
a meno.
Curiosità e consigli:
I cirumani con la panna sono i migliori e anche i più costosi,
al kg arrivano a costare 25 euro. Dietro alla raccolta di queste
lumache c’è un lavoro che neanche immaginiamo. I
“cuzzari” sono coloro che si preoccupano di allevarli,
raccoglierli, selezionarli e il più delle volte anche venderli.
Selezionarli perché una volta raccolti si separano quelli
più grossi, che sono quelli che si riproducono (vengono
per questo allevati), da quelli più piccoli che sono quelli
che poi mangiamo. La panna che copre il guscio si forma nel periodo
in cui le lumache se ne vanno in letargo, ha una forma bombata
e assomiglia alla cuffia inamidata che rivestiva il capo delle
suore (dette monache). Da qui deriva il nome di monachella o monachina
che nel dialetto locale è divenuto uffialmente "municeddha".
Un termine che cambia da paese in paese, infatti noi botrugnesi
usiamo più chiamarle “cirumani”. Oltre ad essere
un alimento gustosissimo il cirumanu, è considerato dalla
mediciana popolare tarapeutico, e ciò grazie alla ghiandola
dell'albumina che lo rende efficace come difesa contro le indigestioni
e la gastrite.